I bambini di strada di Bucureşti e il clown francese Miloud

I bambini di strada di Bucureşti
La Romania appare spesso sotto i riflettori delle tv e giornali italiani, come fredda e cattiva, solo quando i rumeni che vivono in Italia commettono azioni illegali e violente. Io vorrei cercare di andare oltre. Oltre tutto quello che, spesso, i mass-media ci impongono di sapere e considerare. Andare oltre quello che per motivi di ordine pubblico ci nascondono e che per motivi di comodo politico tendono ad insabbiare.
La Romania è recentemente entrata a far parte della Comunità Europea. Un grande risultato, senza dubbio. Ma credo fermamente che entrare a far parte di questa “Unione di Stati” debba essere prima di tutto una garanzia di riconoscimento di diritti umani e, solo in ultima istanza, un modo per allargare il Mercato in altri paesi e colonizzarlo dal punto di vista finanziario. Anche se credo che, purtroppo, la colonizzazione finanziaria e di Mercato sia la prima “necessità” dei paesi della Comunità. Ecco, credo che, seppur l’adesione alla Comunità Europea abbia, di conseguenza, curato particolari carenze economiche e sociali della Romania, tutti i paesi aderenti non stiano facendo molto per migliorare l’attenzione alla difesa dei diritti umani, in special modo, a favore dei bambini.
La Romania è ferita da una piaga che da sola proprio non riesce a curare, neanche dopo l’impegno sempre rinnovato delle autorità. Esiste un dramma in Romania ed è quello del bambini di strada. Sono bambini indifesi, spesso orfani che passano la vita buttati in strada, che spesso subiscono abusi di ogni tipo e per mangiare il minimo per non morire di fame sono costretti a mendicare. Dati recenti ci dicono che solo nella capitale Bucarest ci sono circa 1270 bambini di strada, nella città di Costanza oltre 230 e a Brasov oltre 150.
Seppur i centri sociali rumeni intervengano a sostegno di questa piaga offrendo a questi bambini la possibilità di lavarsi e studiare e di un pasto caldo, il problema non si riesce a risolvere alla radice, neppure con l’intervento di Organizzazioni non governative estere, neppure con l’intervento di missioni della chiesa cattolica ed ortodossa.
I bambini sono lo specchio di un paese. La loro situazione non è altro che una proiezione della situazione dello Stato. E questo, alle autorità statali rumene, dà fastidio, soprattutto quando queste problematiche escono alla ribalta dell’informazione internazionale. Ma per questi bambini di strada, la loro situazione di grave indigenza, non è una scelta ma è un’imposizione dettata dall’indifferenza delle famiglie e delle istituzioni e che le istituzioni stesse e la società civile dovrebbe farsi carico.
Dopo l’entrata della Romania nell’Ue in alcuni paesi europei è cresciuto il numero di bambini romeni abbandonati a se stessi che sono costretti a mendicare per strada, fuori i centri commerciali, nelle metropolitane. Diventano così un boccone prelibato per reti criminali che li portano in altri paesi, sfruttandoli e abusando di loro. Sopravvivono mendicando, scippando o prostituendosi in cambio di cibo. È cresciuto anche il numero degli immigrati romeni che lasciano in patria i loro bambini, affidati a parenti che spesso li sfruttano, li costringono a mendicare. Le autorità sono intervenute a tal proposito promulgando una legge che obbliga i genitori ad indicare precisamente a chi affidano i bambini prima di lasciare il paese: ma è stato un intervento tardivo, come anche denunciato dalle ONG.

Miloud e i "suoi" bambini
Ma io credo che, dove non arrivano le istituzioni e le autorità, arrivi il cuore delle persone. A tal proposito mi piacerebbe scrivere del clown francese Miloud che da anni lavora con i bambini di strada rumeni. Il suo è stato un progetto ambizioso, sicuramente non dettato dalla politica, sicuramente non dettato da prospettive di ricchezza, e forse è proprio questo che gli ha permesso di ottenere dei risultati incredibili sia dal punto di vista morale che civile. Infatti, negli anni ’90 Miloud, che aveva una grande preparazione circense, era partito per la Romania per esibirsi nelle piazze di Bucarest L’avvicinamento a lui da parte dei bambini di strada è stato inevitabile. I bambini, attratti dai suoi “numeri circensi” trovavano sempre di più un’alternativa al vagare per le strade e allo sniffare colla per “sballarsi”, prostituirsi e delinquere, e il loro sguardo “difficile” da sostenere e accettare è diventato sempre di più un “vero” sguardo da bambino, un sorriso, una speranza. Questo diede forza a Miloud che continuò con il suo sogno e con questi bambini fondò “Parada” con cui porta avanti laboratori teatrali, insegna l’arte circense, oltre che dare assistenza primaria per questi bambini. Sono davvero tanti i ragazzini salvati grazie a queste intuizione e grazie al sogno di questo clown francese. Da questa è esperienza è nato anche un film, diretto dal regista Pontecorvo.
La politica dovrebbe imparare l’umiltà, e dovrebbe mettere l’umanità prima di tutto. Ragionare di cuore permetterebbe di trovare soluzioni che la burocrazia e la politica fine a sé stessa non è in grado di trovare. Forse ci vorrebbero meno poltrone di velluto rosso e più voglia di conoscere davvero le realtà in emergenza, forse le scarpe dei politici dovrebbero sporcarsi un po’ di più e loro dovrebbero sforzarsi di immedesimarsi negli altri, nelle loro necessità, nei loro sogni di progresso. Ecco, è questo che auspico per il futuro mentre inizio a preparare le valige con la speranza di partire presto alla scoperta di Miloud, della sua umanità e dei suoi “bambini salvati” e quelli ancora da salvare.
Complimenti per l’articolo.
Spesso si dice che “le ingiustizie ci sono e ci saranno sempre”. E se fosse solo un concetto per lavarci la coscienza e rimanerne fuori?
E’ vero, forse ci saranno sempre le disparità, ma ognuno di noi può scegliere: fare qualcosa di buono o non fare nulla.
Citando San Giovanni della Croce il dubbio ha facile risposta: “saremo giudicati sull’Amore”!!!
complimenti. conosco la Romania e devo dire che hai centrato il problema di cui hai scritto.
Ecco….. forse è proprio questo che leggo in questo articolo è ciò che manca davvero, un’infdormazione imparziale. Da un po’ che leggo questo blog e mi piace, questo articolo ci fa capire che spesso molto di quello che non ci piace è solo la punta di un iceberg di ciò che non conosciamo e che dovremmo sapereee
Complimenti all’autore!
scrivi facendo una bella unione tra giornalismo e prosa, compliementi!!! Ti leggerò ancora
mi hai fatto aprire gli occhi.spero che gli aprono anche gli altri
Mi chiamo Antonio Martino e sono un regista indipendente. Vi scrivo per segnalarvi il toccante documentario “Gara de Nord_copii pe strada” che ho girato tra i bambini delle fogne di Bucarest, in Romania. Il film ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali il prestigioso Premio Ilaria Alpi 2007.
Potete scaricare gratis il film dal seguente link:
http://www.clipscorner.net/index.php?Itemid=128&id=7&option=com_jmovies&task=detail
Grazie per l’attenzione,
ANTONIO MARTINO
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ANTONIO MARTINO Filmmaker
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