La poetica di Jim Morrison (”Musica, musica, musica!” – 5°)
dalla rubrica “Musica, musica, musica!” de “Il Taglio”
L’accostamento più semplice ed immediato che si può fare citando Jim Morrison è con la Musica. Ma non meno importante, anche se succede di rado, è l’accostamento con la Poesia.
Il nome “The Doors”, gruppo leggendario che vide Jim Morrison come frontman, si riferisce a quelle che il poeta William Blake vissuto tra il 1757 e il 1827 individuava come le “porte della percezione”. Blake scriveva: «If the doors of perception were cleansed, everything would appear to men as truly it is: infinite», ovvero « Se le porte della percezione fossero purificate, tutte le cose apparirebbero agli uomini come sono veramente: infinite».
Morrison è un grande estimatore della poetica di Blake e questo risulta evidente nei testi scritti e cantati negli anni di maggior successo con i Doors. Il giovane Jim, attratto anche dalla cultura beat e, nello specifico dal romanzo “Sulla strada” di Kerouac, come dalla poetica di Allen Ginsberg e come dal teatro greco di Euripide, riversa su carta e pentagrammi sensazioni derivanti da queste opere rimodernando il tutto e rendendole metricamente cantabili. Scrisse e pubblicò varie raccolte di poesie, tra cui una Tempesta Elettrica, pubblicata postuma.
In uno dei suoi versi più famosi scrive: «Verrà un giorno in cui tutte le guerre saranno stroncate dal dolce suono di una chitarra»; è un verso illuminante, forse utopico, ma che, a differenza di molti altri, fa brillare il mondo di una speranza in cui è giusto credere e noi, davvero poco cinicamente, ci crediamo.

ciau, scrivi mai di cinema? Ultimo film visto? :*