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La donna di Marrakech (”Così stanno le cose” – 18°)


“Così stanno le cose” – QuiQuotidiano
La donna di MarrakechSono stato recentemente in Marocco. E’ stata un’occasione per vedere e cercare di capire da vicino una cultura islamica. Ciò che ho visto, a tratti, e’ stato disarmante per un occidentale come me. Ciò che salta subito all’occhio, nella Medina di Marrakech ad esempio, è la netta separazione tra la vita dell’uomo dalla vita della donna. Non ho visto “coppie” così come le intendiamo noi, non ho visto una “mano nella mano”, non ho visto baci o abbracci, non ho visto effusioni di giovani cuori, non ho avvertito sentimenti amorosi nell’aria, non ho visto donne fiere di esserlo, e credetemi, non mi ricordo di avere visto una donna parlare o fare movimenti e gesti oltre un certo “limite di decenza”. Non ho visto, per intenderci, una donna al di fuori di una certa “gabbia culturale”. La condizione, invece, era del tutto diversa nella “ville nouvelle”, la città nuova di Marrakech, dove e’ tutto più occidentalizzato e dove i veli e le bocche cucite lasciano il posto a minigonne, rossetti e mascara.
Lo sappiamo, la condizione femminile nei paesi islamici è una questione che interessa molto le società democratiche occidentali; attenzioni che spesso sfociano nella difesa dei diritti umani. Ma, nel complesso mondo della società musulmana, la donna ricopre ancora un’importanza minima rispetto al potere di cui l’uomo si appropria. La donna è ancora poco libera e poco emancipata, ma e’ pur vero che ci sono delle differenze tra i vari paesi islamici. Il Marocco, ad esempio, è una nazione che, seppur ancora legata alla tradizioni arabe, berbere e beduine (che sono le stesse tradizioni che hanno da sempre relegato la donna in una condizione marginale), sta cercando di aprirsi e concedere sempre più importanza alle donne, anche se permangono discrepanze giuridiche fra donne berbere e beduine e donne arabe rurali e di città.
Mi ricordo un piccolo racconto fatto da un mercante di Marrakech che diceva, non so se con piacere o no, che nei libri usati a scuola da qualche anno figurano donne senza più il velo. Quasi un’eresia! Ma, se è vero che i veri cambiamenti nascono nelle teste dei bambini, credo che questa sia davvero un’apertura che faccia ben sperare in una futura e sacrosanta uguaglianza della donna nella società islamica.
  1. gennaio 12, 2010 alle 11:51 am | #1

    Fuori da ogni ipocrisia.
    Ci stupiamo, anche con animo sincero, degli atteggiamenti oscurantisti delle culture ‘altre’.
    Della condizione di subordinazione femminile nell’arretrata e ipermaschilista società italica non si scandalizza quasi più alcuno.
    La donna italiana, al di là di un’apparente e solo formale libertà, è succube del potere saldamente in mano agli uomini; è succube anche per responsabilità proprie e andare a rileggersi le dichiarazioni e gli articoli scritti da rappresentanti del nostro mondo femminile sul caso delle ‘escort’ lo dimostra in modo lampante.

    Il tuo articolo però è bello; hai talento da reportagista…

  2. hamid
    gennaio 12, 2010 alle 4:19 pm | #2

    ma in quale parte di Marrakech è stato???
    non e mia città, io sono di Casablanca, ma anche li, la donna è alla pare dell’uomo, e andato in discoteche, in caffè, nei locali, nella famosa piazza, boh, o sarò ceco, ma quello che ha descritto lei, e un ritorno dal passato… comunque guardi, per smentirla, basterebbe un motore di ricerca.
    http://images.google.it/images?hl=it&client=firefox-a&rls=org.mozilla:it:official&um=1&q=marrakech++filles&sa=N&start=18&ndsp=18

  3. Roberto De Ficis
    gennaio 12, 2010 alle 4:51 pm | #3

    Gentilissimo Hamid, come scritto nell’articolo, ho cercato di descrivere ciò che ho visto nella Medina di Marrakech… Casablanca è, di certo, molto più “aperta”, su questo le do ragione. La ringrazio per il suo apporto di informazioni, ma non credo che sia necessario smentire quella che è per me, ovviamente, un’impressione personale recepita sul posto. Grazie per il suo intervento.

  4. gennaio 13, 2010 alle 3:07 pm | #4

    Non sono mai stata fuori dall’Italia, nonstante questo, ho avuto modo di vedere, ed alcune volte parlare con alcune donne non italiane, alcune di origine islamica.
    Non ho letto molti articoli sull’ argomento escort, come vedo nel primo commento.
    Certo è che la figura femminile comunque a fatica raggiunge livelli di parità maschile, anche in Italia, già l’ascesa è sofferta per chi proviene da famiglie affermate, figuriamoci senza affermazione famigliare alcuna, cosa difficile già per la figura maschile…
    Non credo che essere libere di dare un bacio in mezzo alla strada o passeggiare mano nella mano, sia la vera libertà della donna, certo è una cosa bella, specie se non si viene punitie con pene assurde, compresa la morte. Non credo nemmeno che la vera libertà ed emancipazione della donna, la si veda o la si ottenga potendo indossare minigonne, annuire a sorrisi, o anche oltre, rossetti di fuoco e ciglia lungissime e altre cose, certo sono cose belle e piacevoli per la donna, di certo, più per l’uomo… Questo è il maggiore errore che a mio avviso commettiamo noi donne oggigiorno, che essendo un po’ più occidentali, crediamo sia cosa buona e di diritto femmilile, di certo lo è un diritto, il poter fare tutte queste cose, ma dovremmo maggiormente fare attenzione, specie se realmente, al di la dello aspetto lavorativo e di opinione, non ci poniamo bene la domanda, per chi lo facciamo… Il più delle volte, quando innalziamo i nostri diritti, dobbiamo per forza di cose, apparire belle, possibilmente magre, ritoccarci le labbra, magari il seno ed essere sempre di bella, se bellissima ancora meglio, presenza. Siamo davvero libere di agire, libere di scegliere, più delle donne di Marrakech… Forse si, ma a quali condizioni? E per chi? Non è un velo o una non passeggiata mano nella mano ad impedire lo studio e la acculturazione, nonchè un buon lavoro ed ottimi risultati alla figura femminile. Così come non è un bellissimo aspetto ed una piena libertà di vestirsi e truccarsi o altro, che fanno grandi le opinioni ed i pensieri delle donne.
    Non riesco a sintetizzare e sto girando sugli stessi argomenti, spero di aver espresso il mio pensiero in modo chiaro.

  5. Luca
    gennaio 14, 2010 alle 1:23 pm | #5

    Anche la mia opinione è in linea con quella di chi ha scritto i precedenti commenti.
    Non credo l’emancipazione femminile passi necessariamente per una minigonna, e ritengo sia sbagliato stare a stigmatizzare, ad esempio, l’utilizzo del velo. Il tempo che abbiamo trascorso insieme in Marocco non è stato sufficiente per me per farmi una idea precisa. Quello che posso dire senz’altro è che ho visto donne di una grande dignità. Un’altra cosa che mi ha colpito molto è stato vedere, appena scesi dall’aeroporto, due donne poliziotto camminare mano nella mano.
    Purtroppo l’immagine che i media soprattutto propongono della donna italiana non ha altrettanta dignità. Le donne irlandesi, per fare un esempio, farebbero una rivolta nel vedere i loro corpi mercificati e i loro cervelli mortificati, così come avviene qui con veline e vallette varie. E la cosa che duole di più è vedere l’accettazione di tutto questo da parte delle donne stesse.

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