Cerchiamo di capire un po’ meglio l’entità di questo progetto

Progetto di cava di sabbia a Vasto
Come era prevedibile, per quanto riguarda l’ipotesi “cava di sabbia a Punta Penna”, ognuno dice la propria cifra, sicuramente perché ognuno ha le proprie fonti. Da questo blog, in un articolo di qualche giorno fa, scrivevo di un prelevamento di “un milione di metri cubi” di sabbia. Cifra che confermo nuovamente, tentando di portare, però delle cifre e delle fonti.
Alcuni mi hanno scritto, con un messaggio privato, chiedendo se era vero che volevano prelevare addirittura un “un miliardo di metri cubi”, oppure “mille chilometri quadrati”, oppure un turista che, allertato da questa prospettiva, aveva capito che avrebbero scavato direttamente sulla spiaggia di Punta Penna. C’è anche qualcuno che ha scritto “i soliti terroristi ambientalisti”. Mi sta bene, ovvio. Ogni opinione ha il suo valore. Infatti, sono dell’idea che non è giusto creare allarmismi e non è, oltremodo, giusto dare cifre inesatte o minimizzare. Per questo motivo invito chi abbia cifre ufficiali a renderle note così da capire effettivamente l’entità del progetto di cui stiamo parlando perché, ripeto, l’allarmismo non giova a nessuno come non giova a nessuno il “non preoccupatevi”. E’ necessario avere il quadro preciso della situazione.
Per questo motivo scrivo quel che ne so io, da quel che ho letto. Secondo il documento della Regione Abruzzo denominato “PIANO ORGANICO PER IL RISCHIO DELLE AREE VULNERABILI RAFFORZAMENTO DEI DISPOSITIVI DI DIFESA COSTIERA, SECONDA FASE DI ATTUAZIONE”, in riferimento al D.G.R. n. 946 del 13 novembre 2002) prodotto dalla DIREZIONE DEI LAVORI PUBBLICI della Regione, nella premessa, a pagina 3, si legge:
“[…] consistono in lavori di riqualificazione e realizzazione di opere a gettata in massi naturali, abbinati ad interventi di ripascimento delle spiagge per un quantitativo complessivo di 1.000.000 di metri cubi. […] In dettaglio le forniture e le provviste necessarie per l’esecuzione dei lavori di rinascimento, si articolano per i distinti siti di intervento nei seguenti quantitativi”
Sito 1 – Martinsicuro. 179.845 m3
Sito 2 – Roseto degli Abruzzi
Zona nord (località Cologna Spiaggia) 79.000 m3
Zona sud (località Foce Vomano) 165.645 m3
Sito 3 – Pineto e Silvi
Area nel Comune di Pineto 150.000 m3
Area nel Comune di Silvi 75.568 m3
Sito 4 – Montesilvano 130.516 m3
Sito 5 – Casalbordino 171.537 m3
Sito 7 – Ortona 58.677 m3
(n.b. dall’elenco precedente manca il “Sito 6”).
Faccio una veloce e semplice somma che restituisce un totale di 1.010.788 m3 (ovvero più di un milione di metri cubi). Questa cifra è quella che serve per il progetto in oggetto di ripascimento. Se questo è ciò che serve, significa che la stessa quantità deve essere prelevata da altri luoghi. Vediamo dove.
A pagina 10 dello stesso documento regionale, facente parte del capitolo “Prima campagna indagini”, si elencano quattro possibili cave da cui estrarre i sopraindicati 1.010.788 m3, definendo per ognuno il perimetro della cava. L’indagine è stata effettuata nel febbraio 2009. Ecco i dati:
- Martinsicuro circa 55.8 ha.
- Giuliano circa 58 ha.
- Ortona circa 274.1 ha.
- Vasto circa 73.1 ha.
Per un totale di circa 461 ha.
A pagina 12, sempre dello stesso documento, dopo una seconda indagine condotta tra il 22 e il 23 luglio, le quattro possibili cave sono diventate due.
- Ortona circa 281 ha.
- Vasto circa 220 ha.
Per un totale di circa 501 ha. Da questo si evince che per poter supplire alla fornitura di sabbia (che ricordo essere di 1.010.788 m3) verranno in soccorso le sole Ortona e Vasto.
Qualcuno potrebbe dire, a questo punto, che il milione e passa di metri cubi di sabbia necessari sarà “donato” da due territori, ovvero Ortona e Vasto, e che è palese che la sola Vasto non potrà privarsi (da sola) di un milione di metri cubi. E, invece… mi spiego meglio. A pagina 20, sempre dello stesso documento della Regione Abruzzo, si legge che, per la cava di Ortona:
“Tenuto conto dell’estensione areale della cava pari a circa 1.400.000 m2 e della profondità media di dragaggio pari a 1,5 m il volume dragato assomma almeno a 2.000.000 di m3, che però al netto di una quota di “rilascio a mare”, assunta cautelativamente pari al 40% comporta una resa finale effettiva pari almeno a 1.200.000 m3 di materiale posto a rinascimento”
E per la cava di Vasto:
“Tenuto conto dell’estensione areale della cava pari a circa 700.000 m2 e della profondità media di dragaggio pari a 1,5 m il volume dragato assomma almeno a 1.000.000 di m3, che però al netto di una quota di “rilascio a mare”, assunta cautelativamente pari al 30% comporta una resa finale effettiva pari almeno a 700.000 m3 di materiale posto a ripascimento”.
Da tutto ciò si evince che, detta papale papale, sapendo che la sabbia necessaria al ripascimento è di 1.010.788 m3 e che detto materiale verrà “donato” da Vasto e da Ortona, a Vasto dovrebbero essere prelevati 1.000.000 di m3 che però “all’arrivo” saranno solo 700.000. Ad Ortona verranno prelevati 2.000.000 di m3 che, però, all’arrivo saranno solo 1.200.000 m3. Quindi, per Vasto (come anche per Ortona) è importante quanta sabbia verrà portata via e non di quanta ne arriva a destinazione, ed è di 1.000.000 di m3 come detto nei precedenti articoli per Vasto e di 2.000.000 per Ortona.
In conclusione Vasto ed Ortona “doneranno” insieme 3.000.000 m3 che, dopo il trasporto e la perdita per strada, diventeranno solo 1.900.000 m3. Ma, in realtà, come descritto all’inizio, il materiale sabbioso necessario al ripascimento di Martinsicuro, Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi, Montesilvano, Casalbordino ed Ortona (Vasto no) era per un totale di 1.010.788 m3, quindi il surplus di circa 900.000 m3 verrà, per caso, venduto? O usato per “insabbiare” il tutto?
Ovviamente, la mie ultime, sono solo pessime e infelici battute.
Prego chi ha altri dati di paragonarli con questi per arrivare ad un quadro più dettagliato, ampio e più vicino alla realtà.
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