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Articoli taggati ‘cava di sabbia’

Cava di sabbia a Punta Penna: Nuovi importanti sviluppi

Un documento dell’ing. Raggi cerca di fare chiarezza

Mappa della cava di sabbia a Punta PennaLa questione “Cava di sabbia a Punta Penna” prosegue con delle importanti novità che, di seguito, riporto. Ci eravamo lasciati qualche giorno fa con l’interrogazione effettuata in Regione Abruzzo dal consigliere regionale Giuseppe Tagliente in cui si chiedevano chiarimenti sulle modalità di attuazione del progetto e per la quale era stata richiesta una risposta scritta. Mi fa piacere sottolineare che, in questo problema, la comunità vastese e la politica di città hanno preso la medesima direzione: quella delle necessaria chiarezza. Ad oggi, però, questa risposta da parte della Regione non è giunta ma, in compenso, è stata resa pubblica una comunicazione del responsabile del Servizio, ing. Daniele Raggi. La comunicazione, datata 9 Dicembre 2009, è stata indirizzata, tra gli altri, anche al Sindaco del Comune di Vasto, Luciano Lapenna.

Le motivazioni principali che hanno spinto l’ing. Raggi a scrivere questa comunicazione sono principalmente due; la prima riguarda il parere negativo espresso fermamente dal Sindaco di Vasto in sede della Conferenza dei Servizi (18 Novembre 2009 in cui si presentava il progetto della cava) e la seconda sarebbe per chiarire (testuali parole) “osservazioni e opinioni sul tema, fuorvianti e non condivisibili sulla base dei dati oggettivi” fatte da parte di associazioni, da alcuni blogger e giornalisti della zona. Ricordo che su questi dubbi ed opinioni c’è stata una massiccia mobilitazione sia da parte di quasi tutte le associazioni di tutela ambientale di Vasto che di molti singoli cittadini. Ricordo, ancora, che i sopracitati dubbi sono ancora forti e che si basano sulla lettura di un documento ufficiale di progetto diramato dalla Regione e sul quale si è svolta la Conferenza dei Servizi in questione. Comunque, la comunicazione dell’ing. Raggi non ridimensiona ufficialmente nessuna delle problematiche fonte di dubbi e perplessità.

Con questa comunicazione, l’ing. Raggi vuole precisare alcuni aspetti. Il primo: la relazione tecnica di sintesi oggetto della Conferenza dei Servizi (e che è stata alla base della mobilitazione cittadina) è, come si capisce, di “sintesi” e quindi non esaustiva. Ora mi chiedo: “Se un documento di analisi di ‘sintesi’ mi dice che la Cava di Sabbia di Punta Penna ha un potenziale di 1.000.000 di metri cubi di dragaggio, perché dovrei pensare che ne potrebbe essere prelevata di meno o, addirittura, per niente? Il secondo: la comunicazione spiega anche che le cave previste in Vasto e Ortona potrebbero disporre di più sabbia di quanta ne serva attualmente per i ripascimenti previsti e che l’eccedenza potrà essere utilizzata in futuro per ulteriori interventi manutentivi dei ripascimenti. E così, aggiungo io, Vasto diventa produttore di sabbia anziché di turismo? Secondo questo chiarimento, l’ing. Raggi parla di un potenziale restringimento dell’area di cava. Questo ridimensionamento ipotizzerebbe un’estrazione di circa 170.000 metri cubi a fronte del milione previsto in precedenza. Non si parla però, come alcuni avevano ufficiosamente detto, di un allontanamento “certo e sicuro” della posizione della cava nei confronti della spiaggia di Punta Penna.

Fortunatamente l’ing. Raggi è disposto, prima di un’effettiva attività di dragaggio per la cava di Vasto, ad approfondire tutte le problematiche al fine di “fugare qualsiasi ragionevole dubbio sulla sostenibilità tecnica e sulle ripercussioni ambientali delle lavorazioni previste”.

Dal suo documento, però, si evince anche che la cava di Vasto sarebbe funzionale esclusivamente al ripascimento del litorale di Casalbordino. Detta papale papale, s’intende dire che la sabbia presa da Vasto servirebbe solo per risolvere i problemi di erosione di Casalbordino. A tal proposito, e’ bene precisare che il suddetto litorale (quello di Casalbordino) è già stato oggetto di altri precedenti interventi mirati a contenere l’erosione delle sue spiagge e il risultato è che, dove le dune sono state preservate (a Nord) l’erosione è stata contenuta, sulla restante parte del litorale i risultati sono a dir poco disastrosi. Il Sindaco di Casalbordino, durante la Conferenza dei Servizi tenutasi il 18 Novembre 2009, ha affermato che il precedente ripascimento ha fatto danni e ha rovinato la qualità della sabbia e che farà tutto ciò che è nella sue facoltà di Sindaco per bloccare l’opera. Quindi il primo cittadino è contrario ad un ripascimento, simile ai precedenti, che interessi le sue spiagge; a questo si aggiunge anche la contrarietà espressa dall’amministrazione comunale di Vasto per il sito di prelievo ipotizzato a Punta Penna. In conclusione: il Comune di Casalbordino non vuole un ripascimento, il Comune di Vasto non è disposto ad aprire una cava di sabbia per il ripascimento di Casalbordino; a questo punto, mi chiedo, perché proseguire? Non ci sono più, infatti, né le condizioni tecniche e scientifiche, né quelle politiche per proseguire questo progetto.

Una chicca finale: la regione Abruzzo, nell’altra grave questione ambientale riguardante le autorizzazioni per lo sfruttamento petrolifero, non ha ancora preso una posizione chiara e limpida che, come si dice, dovrebbe scongiurare una deriva petrolifera del nostro territorio. Dobbiamo stare molto attenti che tra pozzi petroliferi a largo di Punta Penna e cave di sabbia più o meno nello stesso luogo, non vorrei che una chiatta che trasporta sabbia andasse a finire dritta dritta contro un megapozzo di petrolio. Ovviamente, la mia ultima, è solo una battuta. Le cose serie a cui pensare sono, spero, davanti gli occhi di tutti.

Cava di Punta Penna e Ortona: guerra di cifre

novembre 27, 2009 6 commenti

Cerchiamo di capire un po’ meglio l’entità di questo progetto

Mappa della cava di sabbia a Punta Penna

Progetto di cava di sabbia a Vasto

Come era prevedibile, per quanto riguarda l’ipotesi “cava di sabbia a Punta Penna”,  ognuno dice la propria cifra, sicuramente perché ognuno ha le proprie fonti. Da questo blog, in un articolo di qualche giorno fa, scrivevo di un prelevamento di “un milione di metri cubi” di sabbia. Cifra che confermo nuovamente, tentando di portare, però delle cifre e delle fonti.

Alcuni mi hanno scritto, con un messaggio privato, chiedendo se era vero che volevano prelevare addirittura un “un miliardo di metri cubi”, oppure “mille chilometri quadrati”, oppure un turista che, allertato da questa prospettiva, aveva capito che avrebbero scavato direttamente sulla spiaggia di Punta Penna. C’è anche qualcuno che ha scritto “i soliti terroristi ambientalisti”. Mi sta bene, ovvio. Ogni opinione ha il suo valore. Infatti, sono dell’idea che non è giusto creare allarmismi e non è, oltremodo, giusto dare cifre inesatte o minimizzare. Per questo  motivo invito chi abbia cifre ufficiali a renderle note così da capire effettivamente l’entità del progetto di cui stiamo parlando perché, ripeto, l’allarmismo non giova a nessuno come non giova a nessuno il “non preoccupatevi”. E’ necessario avere il quadro preciso della situazione.

Per questo motivo scrivo quel che ne so io, da quel che ho letto. Secondo il documento della Regione Abruzzo denominato “PIANO ORGANICO PER IL RISCHIO DELLE AREE VULNERABILI RAFFORZAMENTO DEI DISPOSITIVI DI DIFESA COSTIERA, SECONDA FASE DI ATTUAZIONE”, in riferimento al D.G.R. n. 946 del 13 novembre 2002) prodotto dalla DIREZIONE DEI LAVORI PUBBLICI della Regione, nella premessa, a pagina 3, si legge:

“[…] consistono in lavori di riqualificazione e realizzazione di opere a gettata in massi naturali, abbinati ad interventi di ripascimento delle spiagge per un quantitativo complessivo di 1.000.000 di metri cubi. […] In dettaglio le forniture e le provviste necessarie per l’esecuzione dei lavori di rinascimento, si articolano per i distinti siti di intervento nei seguenti quantitativi”

Sito 1 – Martinsicuro.                                 179.845 m3

Sito 2 – Roseto degli Abruzzi

Zona nord (località Cologna Spiaggia)         79.000  m3

Zona sud (località Foce Vomano)                165.645 m3

Sito 3 – Pineto e Silvi

Area nel Comune di Pineto                          150.000 m3

Area nel Comune di Silvi                   75.568 m3

Sito 4 – Montesilvano                                130.516 m3

Sito 5 – Casalbordino                                171.537 m3

Sito 7 – Ortona                                          58.677 m3

(n.b. dall’elenco precedente manca il “Sito 6”).

Faccio una veloce e semplice somma che restituisce un totale di 1.010.788 m3 (ovvero più di un milione di metri cubi). Questa cifra è quella che serve per il progetto in oggetto di ripascimento. Se questo è ciò che serve, significa che la stessa quantità deve essere prelevata da altri luoghi. Vediamo dove.

A pagina 10 dello stesso documento regionale, facente parte del capitolo “Prima campagna indagini”, si elencano quattro possibili cave da cui estrarre i sopraindicati 1.010.788 m3, definendo per ognuno il perimetro della cava. L’indagine è stata effettuata nel febbraio 2009. Ecco i dati:

  • Martinsicuro         circa 55.8 ha.
  • Giuliano                circa 58 ha.
  • Ortona                  circa 274.1 ha.
  • Vasto                   circa 73.1 ha.

Per un totale di circa 461 ha.

A pagina 12, sempre dello stesso documento, dopo una seconda indagine condotta tra il 22 e il 23 luglio, le quattro possibili cave sono diventate due.

  • Ortona                  circa 281 ha.
  • Vasto                   circa 220 ha.

Per un totale di circa 501 ha. Da questo si evince che per poter supplire alla fornitura di sabbia (che ricordo essere di 1.010.788 m3) verranno in soccorso le sole Ortona e Vasto.

Qualcuno potrebbe dire, a questo punto, che il milione e passa di metri cubi di sabbia necessari sarà “donato” da due territori, ovvero Ortona e Vasto, e che è palese che la sola Vasto non potrà privarsi (da sola) di un milione di metri cubi. E, invece… mi spiego meglio. A pagina 20, sempre dello stesso documento della Regione Abruzzo, si legge che, per la cava di Ortona:

“Tenuto conto dell’estensione areale della cava pari a circa 1.400.000 m2 e della profondità media di dragaggio pari a 1,5 m il volume dragato assomma almeno a 2.000.000 di m3, che però al netto di una quota di “rilascio a mare”, assunta cautelativamente pari al 40% comporta una resa finale effettiva pari almeno a 1.200.000 m3 di materiale posto a rinascimento”

E per la cava di Vasto:

“Tenuto conto dell’estensione areale della cava pari a circa 700.000 m2 e della profondità media di dragaggio pari a 1,5 m il volume dragato assomma almeno a 1.000.000 di m3, che però al netto di una quota di “rilascio a mare”, assunta cautelativamente pari al 30% comporta una resa finale effettiva pari almeno a 700.000 m3 di materiale posto a ripascimento”.

Da tutto ciò si evince che, detta papale papale, sapendo che la sabbia necessaria al ripascimento è di  1.010.788 m3 e che detto materiale verrà “donato” da Vasto e da Ortona, a Vasto dovrebbero essere prelevati 1.000.000 di m3 che però “all’arrivo” saranno solo 700.000. Ad Ortona verranno prelevati 2.000.000 di m3 che, però, all’arrivo saranno solo 1.200.000 m3. Quindi, per Vasto (come anche per Ortona) è importante quanta sabbia verrà portata via e non di quanta ne arriva a destinazione, ed è di 1.000.000 di m3 come detto nei precedenti articoli per Vasto e di 2.000.000 per Ortona.

In conclusione Vasto ed Ortona “doneranno” insieme 3.000.000 m3 che, dopo il trasporto e la perdita per strada, diventeranno solo 1.900.000 m3. Ma, in realtà, come descritto all’inizio, il materiale sabbioso necessario al ripascimento di Martinsicuro, Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi, Montesilvano, Casalbordino ed Ortona (Vasto no) era per un totale di 1.010.788 m3, quindi il surplus di circa 900.000 m3 verrà, per caso, venduto? O usato per “insabbiare” il tutto?

Ovviamente, la mie ultime, sono solo pessime e infelici battute.

Prego chi ha altri dati di paragonarli con questi per arrivare ad un quadro più dettagliato, ampio e più vicino alla realtà.

Spiaggia di Punta Penna a rischio?

novembre 24, 2009 2 commenti

Il progetto di cava di sabbia crea molti dubbi tra i geologi e cittadini

Mappa della cava di sabbia a Punta PennaLa questione si fa seria. Molto seria. Se nel mio precedente articolo mettevo in guardia su di una notizia che appariva alquanto surreale, ovvero un’eventuale cava di sabbia nelle immediate vicinanze della spiaggia di Punta Penna (Vasto) a pochi metri dalla riserva naturale di Punta Aderci, oggi sono costretto a dare notizie ancora meno belle. Sono riuscito a reperire una mappa che mostra, in modo alquanto evidente, che tipo di impatto avrebbe questa cava di sabbia (che ricordo dovrebbe servire al ripascimento di altri lidi abruzzesi quali Martinsicuro, Roseto degli Abruzzi, Silvi-Pineto, Montesilvano, Casalbordino e Ortona) che un progetto regionale vorrebbe presto avviare e che, secondo alcune fonti, sarebbe dovuto cominciare già da qualche giorno.

Per il ripascimento delle località appena citate verranno, dunque, aperte due cave: una a Ortona e un’altra a Vasto per prelevare un totale di più di un milione di metri cubi di sabbia. Per capirne l’estensione, dalla mappa di vede chiaramente che l’area prescelta a Vasto per questa cava è quasi sovrapponibile con l’area della spiaggia di Punta Penna.

A chi mi chiede perché proprio in questi luoghi, rispondo che, per la ditte che eseguiranno i lavori operare nelle vicinanze di un porto darebbe sicuramente una diminuzione di costi e, di conseguenza, un maggior guadagno. Però mi chiedo: all’impatto ambientale che una scelta del genere comporterebbe chi ci pensa? Sono state fatte le dovute valutazioni? Perché a problemi di erosione marina di altre località (dovuti principalmente agli abusi edilizi e alle costruzioni selvagge sottocosta) deve porre rimedio – e subire le conseguenze – una Riserva Naturale e S.i.c. (Sito di Interesse Comunitario) a cui tanto i vastesi, e non solo, tengono? Perché nella relazione di progetto i tecnici parlano di un 10% di scenari non previsti dopo l’intervento, in special modo nella località Punta Penna? Quali scenari? Cosa potrebbe succedere? La spiaggia potrebbe aumentare di estensione o scomparire per sempre? Già questa ultima domanda dovrebbe portarci a riflettere molto. Qualsiasi anche minima eventualità di sconvolgimento di un’area protetta dovrebbe far desistere qualunque scelta di questo tipo. Sarà necessario seguire nel modo più attento possibile gli sviluppi di questa iniziativa che sono, ahimè, sempre così “sottomarini” da allontanarsi tanto dalla “luce del sole”.

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