Qual è la vera pandemia? (”Così stanno le cose” – 7°)
I mass-media hanno la grande facoltà di spostare e puntare facilmente i riflettori su qualcosa o qualcuno in particolare, nascondendo a tutti molto altro. Sono luci che durano poco però, sempre pronte ad illuminare qualcosa di più “morbosamente interessante” in cui ci si butta a capofitto, senza pensarci poi più di tanto.
Ciò che arriva alle nostre orecchie tramite i mass-media, di solito, non è la notizia più importante; spesso, è solo la notizia-che-fa-più-notizia, e non è quasi mai quella più importante. Di solito, sono sempre notizie dettate da regole di mercato e marketing, per spingere un prodotto piuttosto che un altro, per spingere un’idea piuttosto che un’altra, per spingere le nostre menti verso qualcosa, piuttosto che verso qualcos’altro.
La parola “pandemia” è una parola seria che dovrebbe essere usata col contagocce e solo quando è davvero necessario usarla. Sono ormai decenni che, a scadenze precise, ci intimoriscono con le pandemie; una parola che ormai è sulla bocca di tutti. Io me ne ricordo almeno tre, negli ultimi anni, di queste “possibili” pandemie: la prima, negli anni ’80, fu la BSE (encefalite spongiforme bovina). Dopo i cinque anni d’incubazione sono stati solo 120 casi tra gli esseri umani. Poi è stato il momento dell’influenza aviaria, “volata” paurosamente verso di noi dalla provincia Guandong (Hong Kong). Sì, ci sono stati milioni di animali morti tra anatre, oche, uccelli marini, cigni, tacchini, polli; ma di esseri umani solo 257 persero la vita. Infine, è giunto il momento di gloria della Sars (Sindrome respiratoria acuta severa), tutti i riflettori sulla Sars! Ciak si gira! A tutt’oggi la Sars ha provocato la morte di 812 esseri umani. E cosa succederà, adesso, con la nuovissima influenza suina?

- Bambino malato di Aids
Con tutti il rispetto verso le persone che hanno perso la vita, mi permetto di spegnere per un attimo i riflettori su queste “pandemie” e di accenderli sull’Aids o su altre malattie meno “cool”, meno “alla moda”. Nessuno parla mai di “pandemia” quando si tratta di Aids, morbillo o malaria, perché? Eppure, solo in Italia, dal 1982 al 2004 l’Aids ha mietuto 33.000 morti; in Africa, attualmente sono 33,2 milioni gli ammalati con migliaia di morti ogni giorno. Il morbillo causa, ancora oggi, la morte di centinaia di persone ogni giorno, soprattutto tra i bambini. La malaria, infine, uccide ogni giorno 3.000 bambini, molti di questi sotto i cinque anni. A riflettori spenti, mi chiedo: “Qual è la vera pandemia?”.

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