Archivio

Articoli taggati ‘ripascimento’

Dalla “cava di sabbia” all’utopistica nuova politica

La castaLa cava di sabbia a Vasto, di fronte la spiaggia di Punta Penna per cui era prevista l’apertura in questo mese di febbraio, non si farà. Il Consiglio Regionale d’Abruzzo, Deo gratias, si e’ pronunciato bocciando, all’unanimità, l’insano progetto. E’ stata una vittoria del buon senso, di un senso civile e lungimirante che partorisce una vittoria voluta, avviata, combattuta e vinta “dal basso”. A parte qualche ficcante e polemizzante “incursione” politica, ciò che ha vinto, questa volta, e’ stata la mobilitazione compatta e logica, disinteressata e apolitica della città di Vasto, e di tutti coloro (operai, commercianti, disoccupati, turisti, pescatori, medici, massaie, studenti, cani, gatti, pesci e uccellini e chi più ne ha più ne metta) che hanno difeso la spiaggia di Punta Penna da un potenziale scempio, da un qualcosa d’inconcepibile agli occhi di coloro che proprio non riuscivano a comprendere come possa convivere una cava di sabbia di così ampia estensione (un milione di metri cubi) con l’adiacente Riserva Naturale di Punta d’Erce. Ma, per fortuna e soprattutto per il volere di molti, la cava non si farà. Deo gratias!
Importante e’ stato il ruolo delle associazioni di città che hanno fatto da collante tra le varie richieste dei cittadini, come giusto che sia; l’associazionismo vive proprio di questo. Ma la mia domanda e’: “Ma davvero c’era qualcuno che pensava come ‘buona, utile e necessaria’ una cava di sabbia davanti la spiaggia di Punta Penna?”. Questo fatto, questa eventualità, deve far riflettere. Ciò che, ormai, comanda non e’ più la politica (sempre più sprofondata nella “pochezza” in entrambi gli schieramenti destroidi e sinistroidi), ma sono gli imprenditori, le grandi aziende golose di grandi appalti, gli amici di amici, i proprietari terrieri, chi porta voti, chi “piazza” gente a lavoro, e via dicendo. Questa volta, ha vinto il Bene Comune, dunque, sull’interesse dei soliti pochi. Ha vinto quella che, a mio avviso, dovrebbe essere la vera direzione della politica moderna, utopisticamente slegata e lontana da intrecci loschi e danarosi, slegata dai “trafficanti di comando”. Ha perso, per una volta, l’abuso di potere di una politica sempre più distante e sempre meno umile. Una politica, ahimè, sempre meno politica.
Dimentichiamoci, e ricordiamocelo come un pezzo d’antiquariato, il caro e vecchio politico mosso dalla voglia di “fare bene”, dimentichiamoci la vera “passione politica” causa di martiri del passato, dimentichiamoci chi tiene “davvero” a cuore il nostro paese perché, sempre più spesso, chi comanda, e’ il dio denaro, il profitto, la mala gestione, la convenienza personale. La vera direzione della politica moderna dovrà, sempre di più, essere tesa all’ascolto della popolazione, una politica più umile, più “immersa” nelle necessità del popolo, nel tessuto della comunità che esige di essere governata nel miglior modo possibile. In questa “questione cava” e’ stata palese la dimostrazione che il popolo c’e’ e vuole tornare a dire la sua con più chiarezza e forza; ringraziando il cielo, aggiungerei. Deo gratias!

Cava di sabbia a Punta Penna: via ai lavori!

Mappa della cava di sabbia a Punta PennaApprendo dal QuiQuotidiano di oggi, la notizia secondo cui la Conferenza della pesca e dell’acquacoltura ha dato parere positivo al progetto di ripascimento delle spiagge d’Abruzzo. Il progetto si propone di “sistemare” alcune spiagge della costa abruzzese prelevando materiale sabbioso da altre spiagge; tra quelle “donatrici” ci saranno Ortona e Vasto (il sito individuato a Vasto e’ di fronte la spiaggia di Punta Penna, nelle immediate vicinanze della Riserva Naturale di Punta Aderci).
Nulla sono valse, per ora, le mobilitazioni delle varie associazioni cittadine vastesi e della comunità che, con tanto interesse, avevano seguito la vicenda negli ultimi mesi del 2009 e che si aspettavano dalla Regione Abruzzo ulteriori indagini scientifiche prima di dare inizio ai lavori.
Lo ricordo, secondo il parere di esperti, tra cui il professor Stoppa dell’Università di Chieti, tale progetto non porterebbe alcun beneficio, anzi, potrebbe addirittura danneggiare i siti nei quali sono ipotizzate le cave di prelievo, ovvero Vasto e Ortona.
La nota apparsa oggi sul QuiQuotidiano specifica, inoltre, che il prelievo delle sabbie previsto nella zona di Vasto sarà destinato al solo ripascimento del lido di Casalbordino; sottolineo che nella Conferenza di Servizio, in cui si sottoponeva il progetto all’attenzione dei comuni interessati, partecipò anche il sindaco di Casalbordino che fece verbalizzare espressamente di essere contrario al ricevimento di sabbia perchè già in passato questa operazione aveva peggiorato la condizione della spiaggia.
I lavori inizieranno il prossimo 10 febbraio per terminare entro il 30 maggio.

Cava di sabbia a Punta Penna: Nuovi importanti sviluppi

Un documento dell’ing. Raggi cerca di fare chiarezza

Mappa della cava di sabbia a Punta PennaLa questione “Cava di sabbia a Punta Penna” prosegue con delle importanti novità che, di seguito, riporto. Ci eravamo lasciati qualche giorno fa con l’interrogazione effettuata in Regione Abruzzo dal consigliere regionale Giuseppe Tagliente in cui si chiedevano chiarimenti sulle modalità di attuazione del progetto e per la quale era stata richiesta una risposta scritta. Mi fa piacere sottolineare che, in questo problema, la comunità vastese e la politica di città hanno preso la medesima direzione: quella delle necessaria chiarezza. Ad oggi, però, questa risposta da parte della Regione non è giunta ma, in compenso, è stata resa pubblica una comunicazione del responsabile del Servizio, ing. Daniele Raggi. La comunicazione, datata 9 Dicembre 2009, è stata indirizzata, tra gli altri, anche al Sindaco del Comune di Vasto, Luciano Lapenna.

Le motivazioni principali che hanno spinto l’ing. Raggi a scrivere questa comunicazione sono principalmente due; la prima riguarda il parere negativo espresso fermamente dal Sindaco di Vasto in sede della Conferenza dei Servizi (18 Novembre 2009 in cui si presentava il progetto della cava) e la seconda sarebbe per chiarire (testuali parole) “osservazioni e opinioni sul tema, fuorvianti e non condivisibili sulla base dei dati oggettivi” fatte da parte di associazioni, da alcuni blogger e giornalisti della zona. Ricordo che su questi dubbi ed opinioni c’è stata una massiccia mobilitazione sia da parte di quasi tutte le associazioni di tutela ambientale di Vasto che di molti singoli cittadini. Ricordo, ancora, che i sopracitati dubbi sono ancora forti e che si basano sulla lettura di un documento ufficiale di progetto diramato dalla Regione e sul quale si è svolta la Conferenza dei Servizi in questione. Comunque, la comunicazione dell’ing. Raggi non ridimensiona ufficialmente nessuna delle problematiche fonte di dubbi e perplessità.

Con questa comunicazione, l’ing. Raggi vuole precisare alcuni aspetti. Il primo: la relazione tecnica di sintesi oggetto della Conferenza dei Servizi (e che è stata alla base della mobilitazione cittadina) è, come si capisce, di “sintesi” e quindi non esaustiva. Ora mi chiedo: “Se un documento di analisi di ‘sintesi’ mi dice che la Cava di Sabbia di Punta Penna ha un potenziale di 1.000.000 di metri cubi di dragaggio, perché dovrei pensare che ne potrebbe essere prelevata di meno o, addirittura, per niente? Il secondo: la comunicazione spiega anche che le cave previste in Vasto e Ortona potrebbero disporre di più sabbia di quanta ne serva attualmente per i ripascimenti previsti e che l’eccedenza potrà essere utilizzata in futuro per ulteriori interventi manutentivi dei ripascimenti. E così, aggiungo io, Vasto diventa produttore di sabbia anziché di turismo? Secondo questo chiarimento, l’ing. Raggi parla di un potenziale restringimento dell’area di cava. Questo ridimensionamento ipotizzerebbe un’estrazione di circa 170.000 metri cubi a fronte del milione previsto in precedenza. Non si parla però, come alcuni avevano ufficiosamente detto, di un allontanamento “certo e sicuro” della posizione della cava nei confronti della spiaggia di Punta Penna.

Fortunatamente l’ing. Raggi è disposto, prima di un’effettiva attività di dragaggio per la cava di Vasto, ad approfondire tutte le problematiche al fine di “fugare qualsiasi ragionevole dubbio sulla sostenibilità tecnica e sulle ripercussioni ambientali delle lavorazioni previste”.

Dal suo documento, però, si evince anche che la cava di Vasto sarebbe funzionale esclusivamente al ripascimento del litorale di Casalbordino. Detta papale papale, s’intende dire che la sabbia presa da Vasto servirebbe solo per risolvere i problemi di erosione di Casalbordino. A tal proposito, e’ bene precisare che il suddetto litorale (quello di Casalbordino) è già stato oggetto di altri precedenti interventi mirati a contenere l’erosione delle sue spiagge e il risultato è che, dove le dune sono state preservate (a Nord) l’erosione è stata contenuta, sulla restante parte del litorale i risultati sono a dir poco disastrosi. Il Sindaco di Casalbordino, durante la Conferenza dei Servizi tenutasi il 18 Novembre 2009, ha affermato che il precedente ripascimento ha fatto danni e ha rovinato la qualità della sabbia e che farà tutto ciò che è nella sue facoltà di Sindaco per bloccare l’opera. Quindi il primo cittadino è contrario ad un ripascimento, simile ai precedenti, che interessi le sue spiagge; a questo si aggiunge anche la contrarietà espressa dall’amministrazione comunale di Vasto per il sito di prelievo ipotizzato a Punta Penna. In conclusione: il Comune di Casalbordino non vuole un ripascimento, il Comune di Vasto non è disposto ad aprire una cava di sabbia per il ripascimento di Casalbordino; a questo punto, mi chiedo, perché proseguire? Non ci sono più, infatti, né le condizioni tecniche e scientifiche, né quelle politiche per proseguire questo progetto.

Una chicca finale: la regione Abruzzo, nell’altra grave questione ambientale riguardante le autorizzazioni per lo sfruttamento petrolifero, non ha ancora preso una posizione chiara e limpida che, come si dice, dovrebbe scongiurare una deriva petrolifera del nostro territorio. Dobbiamo stare molto attenti che tra pozzi petroliferi a largo di Punta Penna e cave di sabbia più o meno nello stesso luogo, non vorrei che una chiatta che trasporta sabbia andasse a finire dritta dritta contro un megapozzo di petrolio. Ovviamente, la mia ultima, è solo una battuta. Le cose serie a cui pensare sono, spero, davanti gli occhi di tutti.

Sulla cava di sabbia a Punta Penna: cifre “discordanti”

Si attendono documenti ufficiali e chiarimenti dalla Regione Abruzzo

Punta Penna vista dal satellite

Punta Penna vista dal satellite

Sono costretto a ritornare – non so ancora se piacevolmente o meno – sull’argomento “Cava di Sabbia a Punta Penna” che ha, però, il pregio giornalistico di essere diventato, in pochi giorni, argomento di grande discussione tra i cittadini vastesi e non, ed è per questo che è estremamente necessario cercare di fare più chiarezza possibile sulla questione.

Mi piace ricordare che, sempre da questo blog, dissi che non era affatto giusto creare allarmismo, come non lo era minimizzare. Ma non credo che si crei allarmismo riportando per filo e per segno ciò che un documento regionale (con tanto di nomi e cognomi, ditte appaltatrici ed altro) evidenzia. Qui è possibile leggere il documento ufficiale della Regione Abruzzo.

Mappa della cava di sabbia a Punta Penna

Mappa della ipotetica cava a Punta Penna

Le questioni confuse e che sono da chiarire sono principalmente due: distanza della cava marina dalla spiaggia e profondità della cava. Non credo, ripeto, sia allarmismo riportare le cifre evidenziate dal documento che – con tanto di mappa – evidenzia la distanza della cava a massimo duecento metri dalla costa di Punta Penna (e non di diversi chilometri come altre fonti non ufficiali dicono) e la profondità di scavo – sempre dalla stesso documento – che riporta “un metro e mezzo” (e non venti centimetri come altre fonti non ufficiali dicono).

Parliamoci chiaro: io sarei il primo a tranquillizzarmi se un altro documento ufficiale, e ripeto ufficiale, e ripeto ancora e ancora ufficiale, smentisse ciò che è stato scritto nero su bianco sull’unico documento sul quale possiamo far riferimento (ricordo che questo documento è ufficiale ed è diffuso dalla regione Abruzzo). Sarei il primo a ritornare sui miei passi e scrivere che “per fortuna, cari amici, il documento su cui ci siamo basati, secondo quello che scrive l’ingegnere di competenza è ‘incompleto’ e ‘soggetto a revisione’”. Ma non penso proprio possa essere così, perché detto documento è stato oggetto di una Conferenza dei Servizi in cui Comuni e altri soggetti si sono dovuti opporre o non opporre, è un documento serio, mica sciocchezzuole. E non penso che si possano fare Conferenze di Servizi su documenti incompleti e soggetti a revisione. Ma, di politica amministrativa, sono ignorante come sono il capo degli ignoranti in geologia. Per questo motivo la conferenza di sabato scorso del prof. Stoppa mi è stata molto utile per capire meglio il problema. Avere un punto di vista tecnico e apolitico è basilare.

Il prof. Stoppa non è catastrofista ma, dall’alto della sua conoscenza scientifica, è realista, applica modelli scientifici, applica la scienza. Alla precisa domanda “Potrebbe essere la spiaggia di Punta Penna la restitutrice di questo materiale? [il materiale dragato dalla cava]”, il professore non conferma ma non esclude. Il fatto che non escluda è un elemento estremamente importante perché anche se ci fosse anche solo l’1% di possibilità di scenari non previsti, un progetto di cava di questo genere dovrebbe essere oggetto di grossa revisione. Per chi non avesse avuto modo di partecipare alla conferenza qui di seguito, per estrema chiarezza, potete ascoltare la versione integrale.

Video 1, Video 2, Video 3, Video 4
Proprio a causa di questi dati “contrastanti” il consigliere regionale Giuseppe Tagliente ha deciso di presentare al più presto una richiesta di chiarimenti in Consiglio Regionale allo scopo di fare chiarezza. Noi non possiamo fare altro che aspettare comunicazioni e documenti ufficiali e, personalmente, ringrazio tutti coloro (ambientalisti e non) che, con il proprio “rumore civile”, hanno fatto in modo di “scoperchiare” questa vicenda che seguiremo con “passione civile”.

Spiaggia di Punta Penna a rischio?

novembre 24, 2009 2 commenti

Il progetto di cava di sabbia crea molti dubbi tra i geologi e cittadini

Mappa della cava di sabbia a Punta PennaLa questione si fa seria. Molto seria. Se nel mio precedente articolo mettevo in guardia su di una notizia che appariva alquanto surreale, ovvero un’eventuale cava di sabbia nelle immediate vicinanze della spiaggia di Punta Penna (Vasto) a pochi metri dalla riserva naturale di Punta Aderci, oggi sono costretto a dare notizie ancora meno belle. Sono riuscito a reperire una mappa che mostra, in modo alquanto evidente, che tipo di impatto avrebbe questa cava di sabbia (che ricordo dovrebbe servire al ripascimento di altri lidi abruzzesi quali Martinsicuro, Roseto degli Abruzzi, Silvi-Pineto, Montesilvano, Casalbordino e Ortona) che un progetto regionale vorrebbe presto avviare e che, secondo alcune fonti, sarebbe dovuto cominciare già da qualche giorno.

Per il ripascimento delle località appena citate verranno, dunque, aperte due cave: una a Ortona e un’altra a Vasto per prelevare un totale di più di un milione di metri cubi di sabbia. Per capirne l’estensione, dalla mappa di vede chiaramente che l’area prescelta a Vasto per questa cava è quasi sovrapponibile con l’area della spiaggia di Punta Penna.

A chi mi chiede perché proprio in questi luoghi, rispondo che, per la ditte che eseguiranno i lavori operare nelle vicinanze di un porto darebbe sicuramente una diminuzione di costi e, di conseguenza, un maggior guadagno. Però mi chiedo: all’impatto ambientale che una scelta del genere comporterebbe chi ci pensa? Sono state fatte le dovute valutazioni? Perché a problemi di erosione marina di altre località (dovuti principalmente agli abusi edilizi e alle costruzioni selvagge sottocosta) deve porre rimedio – e subire le conseguenze – una Riserva Naturale e S.i.c. (Sito di Interesse Comunitario) a cui tanto i vastesi, e non solo, tengono? Perché nella relazione di progetto i tecnici parlano di un 10% di scenari non previsti dopo l’intervento, in special modo nella località Punta Penna? Quali scenari? Cosa potrebbe succedere? La spiaggia potrebbe aumentare di estensione o scomparire per sempre? Già questa ultima domanda dovrebbe portarci a riflettere molto. Qualsiasi anche minima eventualità di sconvolgimento di un’area protetta dovrebbe far desistere qualunque scelta di questo tipo. Sarà necessario seguire nel modo più attento possibile gli sviluppi di questa iniziativa che sono, ahimè, sempre così “sottomarini” da allontanarsi tanto dalla “luce del sole”.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.