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I “veri” cambiamenti climatici (“Africa mon amour”)

Rubrica “Africa mon amour”, L’Amico del Popolo

Terreno arido

Terreno arido

Se è vero che i cambiamenti climatici degli ultimi anni stanno portando nelle nostre vite occidentali “estati più calde”, “inverni più piovosi” e così via, i danni che stiamo avendo non sono ancora quelli gravi, ovvero quelli che gli studiosi – alcune volte, forse, con troppo pessimismo – prospettano per i prossimi decenni. Ma in altri paesi, soprattutto in quelli africani, i danni ci sono già e sono gravissimi. In Kenya, ad esempio, l’innalzamento della temperatura media, causerà nei prossimi anni una riduzione drastica delle disponibilità di cibo. Infatti, in alcune parti come quelle nord-orientali del paese, la disponibilità di acqua è scesa già del 90%.

Nei paesi africani, che già si trovano sempre in stato di emergenza, le risorse monetarie sono ridottissime e, nella fattispecie, lo stato del Kenya è costretto a dirottare le risorse previste per sanità e istruzione, ambiti fondamentali per la vita di una società, a copertura dei gravi danni che i cambiamenti climatici stanno causando e causeranno in tempi brevi sul suo territorio, come siccità estreme, inondazioni e frane. I problemi riguardano sia le zone costiere, dove il livello del mare potrebbe innalzarsi di un metro durante questo secolo, sia quelle interne, in special modo la zona del lago Vittoria dove la siccità potrebbe causare gravi sconvolgimenti all’ecosistema.

I responsabili del governo keniota avevano accettato la sfida ed erano più che fiduciosi di poter rispettare gli obiettivi di progresso e miglioramento sociale enunciati all’interno del documento Vision 2030. Purtroppo, questi ultimi sconvolgimenti climatici hanno obbligato gli stessi amministratori ad una forte revisione del documento stesso che porterà ad un enorme allungamento nei tempi previsti per il raggiungimento di questi obiettivi.

Una via d’uscita potrebbe essere, sottolinea il ministro dell’ambiente keniota, l’investimento di circa 80 miliardi di euro nei prossimi venti anni da utilizzare per la piantagione di alberi e il ripristino dei bacini d’acqua più importanti. Credo che difficilmente questo basterà per risanare una situazione che a monte non viene gestita. Gli sforzi del governo del Kenya sarebbero più produttivi se tutto il resto del mondo s’interrogasse e affrontasse davvero il problema del cambiamento climatico che non è di certo il Kenya, come gli altri paesi africani, ad alimentare.

Uganda: noi facciamo sacrifici per i nostri bambini, altri li sacrificano.

giugno 22, 2009 1 commento

stregoneUganda – Kampala. L’arcivescovo provinciale di Namirembe Henry Luke Orombi prende una posizione chiara e dice: “L’aumento dei bambini sacrificio è il logico risultato della libertà che viene data agli stregoni. Questa libertà deve essere ridotta”.

Il Vescovo continua esortando il governo ugandese a riunirsi e scrivere leggi nuove e, soprattutto, adottarle per fermare l’avanzata degli stregoni e le loro attività quasi sempre illegali e socialmente dannose. Attività che spesso sfociano in omicidi. Infatti, dal 2006, le attività di stregoneria e, di conseguenza, i sacrifici di bambini (per sacrificio intendo che i bambini vengono torturati e uccisi e non pizzicati da spilli o cose del genere) sono in netto e spaventoso aumento. Il rappresentante della chiesa in Uganda sollecita anche gli studenti e li invita ad unirsi al coro che dice “Stop allo spargimento di sangue dei bambini!”

La motivazione del reato, da parte degli autori dello stesso, sarebbe l’ottenimento di una rapida ricchezza, forse attraverso l’intervento di Dei o Spiriti, ma l’unica cosa certa è che, anche secondo i rapporti della polizia, ogni anno circa 3000 bambini scompaiono di casa. La maggior parte di essi non ne fa ritorno, ed è facile pensare che siano stati oggetto di sacrifici di stregoni. I bambini stessi chiedono al Vescovo di rafforzare la campagna contro i bambini sacrificio. Il sentimento ricorrente di questi bambini è la paura perché, come dice un rappresentante delle scuole primarie Christine Namitala, “Noi bambini abbiamo sempre tanta paura a causa degli stregoni assassini”, e le madri aggiungono “Siamo delusi dal modo in cui la polizia indaga sui casi, sempre ritardo”.

Il Vescovo Orombi elogia i ragazzi per il modo di dimostrare che le loro vite sono importanti e ha promesso di inviare la loro petizione al Presidente Yoweri Museveni.

Anche in questo caso, però, le cause di questo male sociale e di terrore, devono essere ricercate anche nella stessa comunità, ancora poco educata. Infatti, gli stregoni esistono perché ci sono persone che cercano i loro servizi. Se tutte le persone li rifiutassero, ogni loro attività non avrebbe motivo di esistere. Come sempre, il sapere libera.

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