L’incontro con Matthew Silver a New York City

L’incontro con Matthew Silver a New York City

matthew-silver-Love-portaQuesta mattina, in rete, mi sono imbattuto nel video di questo ragazzo. Matthew Silver è un uomo che va in giro per New York City in biancheria intima dicendo frasi radicali e cose apparentemente senza senso.

Beh, devo dire la verità, appena visto, ho detto subito: “Questo è proprio matto”, poi ho ripreso il video da capo e poi ancora. Guardavo i suoi occhi e mi sforzavo di capire le sue parole. Erano degli sforzi che sentivo nella pancia e nella testa. Più le capivo e più mi sentivo matto io più di lui e noi più di lui. I veri matti siamo noi che non riusciamo a vivere il presente, ossessionati dal futuro e mangiucchiati dai sensi di colpa del passato.

Alla domanda: “Cosa consiglieresti alle nuove generazioni?”, lui risponde: “Vivete l’attimo! Vivete ora!”.

I veri matti siamo noi che viviamo il più delle volte una vita non nostra, magari comprata in un supermercato.

Caro Matthew Silver, tu non sei matto.

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La poetica di Jim Morrison (”Musica, musica, musica!” – 5°)

dalla rubrica “Musica, musica, musica!” de “Il Taglio”

Jim Morrison

L’accostamento più semplice ed immediato che si può fare citando Jim Morrison è con la Musica. Ma non meno importante, anche se succede di rado, è l’accostamento con la Poesia.
Il nome “The Doors”, gruppo leggendario che vide Jim Morrison come frontman, si riferisce a quelle che il poeta William Blake vissuto tra il 1757 e il 1827 individuava come le “porte della percezione”. Blake scriveva: «If the doors of perception were cleansed, everything would appear to men as truly it is: infinite», ovvero « Se le porte della percezione fossero purificate, tutte le cose apparirebbero agli uomini come sono veramente: infinite».
Morrison è un grande estimatore della poetica di Blake e questo risulta evidente nei testi scritti e cantati negli anni di maggior successo con i Doors. Il giovane Jim, attratto anche dalla cultura beat e, nello specifico dal romanzo “Sulla strada” di Kerouac, come dalla poetica di Allen Ginsberg e come dal teatro greco di Euripide, riversa su carta e pentagrammi sensazioni derivanti da queste opere rimodernando il tutto e rendendole metricamente cantabili. Scrisse e pubblicò varie raccolte di poesie, tra cui una Tempesta Elettrica, pubblicata postuma.
In uno dei suoi versi più famosi scrive: «Verrà un giorno in cui tutte le guerre saranno stroncate dal dolce suono di una chitarra»; è un verso illuminante, forse utopico, ma che, a differenza di molti altri, fa brillare il mondo di una speranza in cui è giusto credere e noi, davvero poco cinicamente, ci crediamo.

Vasto: “New Acoustic Music”, Link Protrudi & The Jayman in concerto

Il leader degli storici Fuzztones ripercorre la musica dei suoi idoli ’50 e ‘60

Link Protrudi & The Jayman
Link Protrudi & The Jayman

Volete vedere un palco che brucia di musica? Volete davvero vedere un palco che erutta musica come bocca di un vulcano? Lo volete? Lo volete davvero? Allora non potete mancare, domenica 22 Novembre a Vasto (Ch) alle ore 21.30, presso Politeama Ruzzi, al concerto dei “LINK PROTRUDI & THE JAYMEN”. Il concerto è il primo appuntamento della storica rassegna musicale vastese “NEW ACOUSTIC MUSIC” organizzata dall’ARCI di Vasto, giunta ormai alla 17° edizione.

Da vero innamorato della musica rock-surf-garage, non posso mancare di segnalarvi questo concerto dal chiaro sapore e spessore internazionale che vede come frontman il leggendario Link Protrudi, conosciuto anche come Rudy Protrudi, cantante e chitarrista dei leggendari Fuzztones, la garage band, forse, più rilevante e influente della storia della musica rock di tutti i tempi ma, anche e permettetemelo, dei tempi futuri.

Capelli, capelli, tantissimi capelli si muoveranno a ritmi rock ‘n roll, insieme a gambe, braccia, bacini e mani. Questo è l’ambiente targato Link Protrudi, inconfondibile. E perché no? Perché non condire il tutto con la presenza di una ballerina – alcuni dicono che sia procace ed esotica – che danza sulle note del gruppo feconde di atmosfere indefinibili e, a tratti, psichedeliche? Perché perdersi questo concerto? Io, davvero, non riesco a trovare una scusa giusta – pigrizia, noia, serata-piovosa – per starmene, che ne so, a casa e perdere tempo davanti uno sterile programma tv, invece che fare un carico di energia musicale grazie alle straripanti note dei “LINK PROTRUDI & THE JAYMEN”. Per Info e prevendite c/o “Bottega Mondo Alegre” – Corso Plebiscito 77 – Vasto (Ch), tel. 0873 378493 – 333 6870029 – arcivasto@micso.net

Rolling Stones: così parlò Lester Bangs (”Musica, musica, musica!” – 4°)

dalla rubrica “Musica, musica, musica!” de “Il Taglio”

Get Yer Ya-Ya's OutQuando nel 1970 usciva l’album Get Yer Ya-Ya’s Out! dei Rolling Stones, ovvero il concerto registrato nel 1969 al Madison Square Garden di New York, il raffinato e controverso critico musicale Lester Bangs, con la sua scrittura “di getto”, scriveva: “E’ ancora troppo presto per dirlo, ma sto cominciando a pensare che Get Yer Ya-Ya’s Out! potrebbe essere il miglior album mai fatto. Non ho dubbi che sia il miglior concerto rock mai ascoltato e visto”. In quello stesso anno l’Apollo 12 sfidava per la seconda volta la Luna e, in Inghilterra, nasceva Steve McQueen, regista.

A distanza di quarant’anni, la dichiarazione di Bangs acquista una valenza reale e la sua scrittura “di getto” diventa un’incisione nella storia della musica. In occasione di questo anniversario, l’etichetta ABKCO pubblica Get Yer Ya-Ya’s Out!: 40th Anniversary”. Ed è una goduria piena riascoltare brani rimasterizzati come “Jumpin’ Jack Flash”, oppure Mick Jagger in “Sympathy for the Devil” che, con chiari riferimenti diabolici, canta “Per favore mi permetta di presentarmi, sono una persona facoltosa e di classe…”, o riascoltare la celeberrima “Honky Tonk Women”. Questo concerto è una pietra miliare senza dubbio, ma non dimentichiamoci che le “pietre rotolanti” sono ancora in grandissima forma e ogni loro concerto è un’occasione unica e irripetibile per ascoltare ottima musica da musicisti che hanno grinta da vendere, e che la vendono, ormai, da quasi cinquant’anni.

Sting, il nuovo disco (”Musica, musica, musica!” – 2°)

dalla rubrica “Musica, musica, musica!” de “Il Taglio”

Copertina del disco "If on a Winter’s night"Non è che il Natale sia già così vicino, ma sappiamo bene che il “mercato” si porta avanti coi lavori. Esce proprio in questi giorni il nuovo album di Sting dal titolo “If on a Winter’s night” per l’etichetta “Deutsche Grammophon”, un lavoro dal chiaro riferimento alle atmosfere natalizie. La stessa etichetta aveva prodotto nel 2006 il precedente album di Sting “Songs from the Labyrinth” che non ebbe, però, una grandissima fortuna nelle vendite. Ma il cantante anglosassone può permettersi, di certo, di continuare in percorsi chiaramente meno commerciali e più sperimentali. Infatti, insiste con le rivisitazioni di canzoni del passato e, in questo disco, affronta con grande spessore musicale la tradizione popolare britannica e irlandese eseguendo strenne natalizie e ninnananne come “Gabriel’s message”, componimento del 1300, “A Soalin”, una canto inglese e il brano “The snow it melts the soonest”, canzone tradizionale della sua città d’origine, ovvero New Castle. L’album contiene anche due inediti: “Lullaby for an anxious child” e “The hounds of Winter”. Un disco, dunque, molto adeguato a dare un tocco di stile ed eleganza alle nostre serate natalizie e di sicuro molto diverso dal sound che Sting ci aveva abituato con il gruppo storico dei “The Police” ai tempi di “Message in a bottle” o “Synchronicity”.

Musica colta: Eric Taylor in concerto

Eeric Taylor
Eric Taylor

La leggenda Eric Taylor incanta il pubblico vastese con musica di altissimo livello. Il musicista americano si è esibito a Vasto (Ch), mercoledì 14 ottobre, presso il Teatro Ruzzi con un concerto in occasione del terzo ed ultimo appuntamento in programma per la rassegna musicale “Canzoni e poesie” organizzata con il patrocinio del Comune di Vasto e con l’organizzazione del circolo “Cineocchio”.

“On The Road” è l’espressione principale per definire questo grande artista della musica. Eric Taylor affascina il pubblico vastese – Vasto, una delle tante tappe del suo tour mondiale -, e lo fa viaggiare di emozioni; la platea è come se diventasse una piccola cittadina texana invasa dagli accordi “pieni”, dalle sfumature blues e dalla voce calda e, a volte, graffiante e sofferente di Taylor accompagnato per l’occasione dal un altro chitarrista dai suoni struggenti e visionari.

Nato nello stato della Georgia, si trasferisce giovanissimo nel Texas. Fin dall’adolescenza si appassiona alla scrittura di poesie e racconti. Il passaggio alla musica è stato naturale e degna conseguenza della sua passione letteraria. Molti critici lo definiscono come “il William Faulkner dei cantautori contemporanei e conoscendo lo spessore letterario della penna di Faulkner si può solo confermare il talento di Taylor trasferito alla musica.

Taylor è senza dubbio uno dei cantautori di culto del panorama americano. Durante i primi anni Settanta si fa strada a suon di note nella scena musicale di Houston – negli anni di suo maggior fermento – e collabora con musicisti del calibro di Townes Van Zandt e Guy Clark, con i quali gira il mondo in tournée. Il 1977 lo vede vincitore assoluto del Kerrville Folk Festival e quattro anni dopo esce il suo primo disco “Shameless Love”. Segue una lunga pausa di 14 anni per partorire la sua seconda opera  dal nome “Eric Taylor”. Dal 1995 in poi non ha mai smesso di vivere on the road, pubblicando diversi album; l’ultimo è del 2007 ed è intitolato “Hollywood Pocketknife”.

Un concerto di alta qualità, dunque, e un merito particolare va anche agli organizzatori di questa rassegna che con tanta passione e tanto coraggio hanno portato nella cittadina adriatica musica di grande spessore con la speranza che questi concerti siano solo i primi di una lunga e fortuna serie e che il pubblico sia sempre più numeroso.

Musica colta: Pippo Pollina e l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Zurigo in concerto

Pippo Pollina e l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Zurigo
Pippo Pollina e l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Zurigo

Ottima musica d’autore con chiari riferimenti classicheggianti ha riempito palco, platea e galleria del Teatro Ruzzi a Vasto, lunedì 12 ottobre, con l’esibizione di Pippo Pollina e l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Zurigo. Concerto avvenuto in occasione del secondo appuntamento in programma per la rassegna musicale “Canzoni e poesie” organizzata con il patrocinio del Comune di Vasto e con l’organizzazione del circolo “Cineocchio”.

Con il tour “FRA DUE ISOLE”, prosecuzione diretta del nuovo album live registrato alla Volkshaus di Zurigo con l’Orchestra sinfonica del Conservatorio di Zurigo, si celebrano i 25 anni di carriera del cantautore.

Pollina vive da anni in Svizzera e gode di una enorme popolarità anche in Germania, ma la sua fama è arrivata invece assai in ritardo in Italia, pur essendosi esibito ed avendo collaborato con altri artisti e gruppi di grande fama internazionale.

Pippo Pollina nasce a Palermo nel 1968 in una famiglia borghese ma con origine contadine. Fonda gli Agricantus. Ben presto, spinto dalla voglia e necessità di “conoscere”, lascia la Sicilia e inizia le sua brillante carriera artistica che lo porta ad intraprendere un profondo e lungo viaggio per il mondo con numerosi concerti fino ad approdare in Svizzera. Gli anni dall’80 in poi lo vedono impegnato in collaborazioni importanti, tra queste, quelle con gli Inti illimani, Georges Moustaki, Nada, Charlie Mariano, Konstantin Wecher, Linard Bardill, Patent Ochsner e Franco Battiato.

Riviste specializzate definiscono Pollina come l’erede della grande canzone d’autore italiana. La sua è una produzione ricchissima, sfavillante di suoni e di atmosfere poetiche. Negli anni matura ulteriormente il suo stile sposando uno spleen di piacevolezza e di “leggera” cantabilità, con  cui riesce a coniugare le proprie esigenze di autore con il desiderio degli ascoltatori di potersi identificare con le storie raccontate. Durante l’esibizione ha eseguito brani come Chiaramonte Gulfi, Sesta, Il pianista di Montevideo e Marrakesh. Valore aggiunto di questo concerto è stato l’accompagnamento della grande orchestra elvetica diretta dal Maestro Massimiliano Matesic, fiorentino.

Il prossimo e ultimo appuntamento della rassegna musicale è previsto mercoledì 14 ottobre con Eric Taylor. Anche questo concerto si terrà presso il Teatro Ruzzi.