Annotazione di viaggio. Maggio 2012. Lalibela, uno dei posti più misteriosi d’Etiopia.

Annotazione di viaggio.  Maggio 2012. Lalibela, uno dei posti più misteriosi d’Etiopia.

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Annotazione di viaggio.  Maggio 2012. 

Molti chilometri di strada percorsi, molto polvere ingoiata, meravigliose esperienze vissute durante il tragitto. Quella mattina arrivammo a Lalibela, nel Nord Etiopia, per visitare il secondo gruppo di chiese monolitiche di re Lalibela.

In una chiesa, in particolare, i sacerdoti al nostro arrivo avevano indossato occhiali da sole dei modelli più strambi, per difendersi dall’effetto dei flash dei fotografi. Poi ci hanno confidato che un prete aveva effettivamente perso la vista come diretta conseguenza del poco rispetto dei visitatori.

C’era una grande varietà di percorsi stretti e lunghi, cunicoli bui e freschi, intervallati da zone al sole molto calde e secche e fu proprio questo camminare che ci ha fatto raggiungere un forte senso di scoperta e di trepidazione.

Abbiamo raggiunto una radura e, poco oltre, una chiesa la cui potenza d’impatto è stata raddoppiata proprio perché ci ha colto di sorpresa. Da lì, una forza strana, mistica e sensuale, ci ha fatto cenno e obbligati in direzione del suo ingresso misterioso. E lì andammo.

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ETIOPIA. Il triangolo di Afar, una zona inspitale, dove fu ritrovata la famosa Lucy

ETIOPIA. Il triangolo di Afar, una zona inspitale, dove fu ritrovata la famosa Lucy

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Il triangolo di Afar o depressione di Afar o anche depressione della Dancalia è una regione del corno d’Africa che comprende lo Stato di Gibuti e parte dell’Eritrea e dell’Etiopia. Nel triangolo di Afar vi è il punto più basso dell’Africa, il lago Assal, che si trova a una altezza di -155 m sul livello del mare. Il clima varia dai 25 °C durante la stagione delle piogge (settembre-marzo) fino ai 48 °C durante la stagione secca (marzo-settembre). Il fiume Awash è l’unico fiume che scorre nel triangolo di Afar, regione in cui termina il suo corso in una sequenza di laghi salati. Afar è nota per essere una delle zone più prolifiche di ritrovamenti fossili di ominidi: Lucy, uno scheletro quasi completo di Australopithecus afarensis, fu trovato in questa zona, così come i resti fossili dell’Homo sapiens idàltu.

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FOTO-VIAGGIO IN MAROCCO – 4 giorni e 3 notti

FOTO-VIAGGIO IN MAROCCO – 4 giorni e 3 notti

Da sabato 11 luglio a martedì 14 luglio 2015

Quota a partire da 310 € a persona – Partenza da Roma.

Presenza nel gruppo di un fotografo professionista

Questo viaggio è adatto sia per chi ha la passione per la fotografia sia per chi vuole conoscere un paese meraviglioso.

Il nostro accompagnatore personale, oltre i luoghi simbolo, ci farà conoscere il Marocco più intimo e nascosto e il nostro couch, il fotografo professionista Costanzo D’Angelo, sarà a disposizione del gruppo per suggerimenti e consigli che possano aiutare a fare delle foto a ricordo di questo viaggio e per sfruttare al meglio tutte le “situazioni fotografiche” ci si presenteranno ai nostri occhi. L’obiettivo del viaggio è imparare a lasciarsi trasportare dalle emozioni e riuscire a immortalarle.

Visiteremo alcuni luoghi simbolo del Marocco per realizzare delle immagini  che resteranno ricordi memorabili della nostra vita di viaggiatori.

Ci lasceremo avvolgere dai colori di Marrakech con la sua Medina, la famosa piazza Djema El Fna, i Souks dove si può trovare di tutto, la grande Moschea Koutubia, il Palazzo El Bahia e il gioiello di architettura la Médersa Ben-Youssef, la scuola del Corano. E poi, ancora, la città bianca di Essaouira, col suo mercato del pesce, i suoi bastioni fortificati ed entreremo in una vera cooperativa di donne che producono il famoso olio di argan.

Anche la natura farà parte di questo viaggio fotografico con la magica e surreale valle Ourika, dove tra montagne rosse e villaggi berberi, i tavolini sono messi nel fiume a due passi da una fresca cascata. E perchè no, qualche ora di relax in un hammam?

Una volta tornati in Italia, ci sarà un incontro in cui ci sarà la visione delle immagini migliori realizzate dai viaggiatori e un piccolo corso di Photoshop per capire come ottenere il massimo dai nostri file.

IMPORTANTE: ADESIONI ENTRO e NON OLTRE GIOVEDÌ 11 GIUGNO 2015

PROGRAMMA

1° giorno

Arrivo a Marrakech in mattinata. Trasferimento privato nel nostro Riad. Sistemazione dei bagagli e inizio visita della città di Marrakech. Si visiterà la grande Moschea Koutubia (dall’esterno), la famosa piazza Djema El Fna, i Souks dove si può trovare di tutto, Il Palazzo El Bahia, il quartiere ebraico, gli artigiani, i mercati e sarà possibile assistere a scene di vita reale marocchina. Cena in un luogo tradizionale. Pernottamento.

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2° giorno

Dopo la colazione, si parte verso Essaouria, elegante e storica cittadina sulla costa oceanica distante circa 3 ore da Marrakech. Lungo la strada, sarà possibile fare una sosta in una cooperativa di donne che produce olio di argan, vedendo e fotografando le fasi della produzione. Arrivati ad Essaouria, si visiterà il centro storico e si potranno gustare piatti di pesce, gustosamente cucinato vicino il mare. Nel pomeriggio, si prosegue la visita nei mercati e nelle botteghe tradizionali. Alle 16 circa si rientra a Marrakech. Serata libera.

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3° giorno

Dopo la colazione, si parte per la Valle Ourika, un luogo magico e surreale, dove tra montagne rosse e villaggi berberi, un fiume trasparente scorre e dà refrigerio. I tavolini sono messi nel fiume a due passi da una fresca cascata. Si farà una breve e facile escursione per giungere alle cascate. Alle 16 si rientra a Marrakech, resto della giornata a disposizione per continuare la visita della città o per provare l’esperienza di un hammam marocchino per rilassarsi. Serata libera nella piazza Djema El Fna e nella Medina.

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4° giorno

Dopo la colazione, trasferimento privato in aeroporto per volo di rientro in Italia.

QUOTE

Molte spese sono condivise tra i viaggiatori, le quote sono molto abbordabili, a partire da 310 € a persona (chiedi info)

Le quote sono calcolate su pernottamenti in camere doppie e triple e dipendono dal numero di persone che costituiranno il gruppo. Suppl. singola calcolato a parte.

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La quota comprende: Trasferimento con mezzo privato o taxi da/per aeroporto di Marrakech, 3 pernottamenti in Riad tipico a Marrakech, 3 colazioni, 2 escursioni guidate (durante il 2°, il 3° giorno), 1 visita guidata della città di Marrakech, 1 tour leader e assistenza del fotografo professionista che saranno con il gruppo per tutta la durata del tour.

La quota non comprende: Voli intercontinentali (Su richiesta, con un buon anticipo si possono trovare sotto i 100 € andata e ritorno), mance, Pranzi e drinks, entrate a musei e/o monumenti dove non menzionato; e altri servizi / costi non menzionati nella sezione “La quota comprende”.

Keep Calm. Ciò che ci unisce, ciò che ci divide

Keep Calm. Ciò che ci unisce, ciò che ci divide

keep-calm-and-respect-others-10Noi e loro, io e te, quelli e quegli altri, i cattolici e gli islamici e gli atei, i bianchi e i neri, i terrestri e gli alieni, le pere e le mele. Perché anziché trovare e godere di ciò che ci unisce, ci affanniamo a trovare quello che ci divide?
Ho conosciuto un piccolo villaggio d’Africa dove, nella piazza principale, tra polvere e cemento vecchio, si affacciavano: una moschea, un chiesa ortodossa e una chiesa cattolica, dove i bambini delle tre religioni giocavano insieme con una palla di pezza e con dei pneumatici e dove nelle scuole le maestre organizzavano le “gare di religioni” e, spesso, un bambino dava più risposte esatte nelle religioni a cui non apparteneva.
Per me, questa è la realtà, tutto il resto, scusatemi, è il frutto marcio di una società malata.

Etiopia, un viaggio da cui non sono mai tornato

Etiopia, un viaggio da cui non sono mai tornato

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Con questa foto a cui tengo molto (che chiamo ‘accoglienza e diffidenza‘), mi piace ringraziarti e concludere questi brevi ricordi d’Africa che ho condiviso con te negli ultimi giorni. Spero ti siano piaciuti e che siano stati, in qualche modo, interessanti. Si tratta di un viaggio del 2012-2013, intrapreso da solo, ma subito condiviso con altri compagni d’avventura a destinazione. L’Etiopia è un luogo meraviglioso, dove i contrasti sono forti e che ti cambiano l’anima. E’ stato impossibile “ritornare integro” da quel viaggio, impossibile. Non si torna da un viaggio del genere. In attesa di prossime partenze e viaggi, ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato e ti saluto.

Se ti va, puoi leggere:

Un ipermercato: galline, cammelli, asini, cinque uova e un casco di banane

Un ipermercato: galline, cammelli, asini, cinque uova e un casco di banane

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L’Etiopia è terra di grandi spazi e di grandi solitudini. L’essere umano che se ne sta solo ha necessità di incontrarsi con i suoi simili. La terra silenziosa d’Africa esige altre voci, la vita in bianco e nero della sussistenza esige qualcosa di colorato. Ecco spiegato il vero motivo dei mercati in Africa. Il sabato è il giorno prediletto, quando popoli lontani anche cinquanta chilometri, percorrono a piedi per ore e ore le strade che li dividono dal punto di ritrovo, spesso una zona pianeggiante tra le colline e montagne.

File sconfinate di bancarelle di legno e di tende colorate, ma la maggior parte dei venditori si posiziona a terra, con un lenzuolo che divide le sue cose dalla polvere e dalla terra rossa. Le persone che accorrono sono migliaia (in questo mercato di Gatema che sto visitando oggi, sono stimate oggi 5.000 persone), un parlottare continuo condito da starnazzare di galline, il raglio di asini e il bramito di cammelli in vendita. E quella signora vecchissima che pare essere apparsa lì nella notte dei tempi che vende cinque uova e un casco di banane. La vendita è in mano alle donne che decidono prezzi e fanno contrattazioni. Gli uomini si aggirano nel mercato facendo finta di controllare il tutto. I bambini prendono tutto come un gioco e anche la mia videocamera diventa un attrazione irresistibile. Nel giro di qualche minuto, un gruppetto di più di venti bimbi segue ogni mio passo. I colori, i profumi, le sensazioni sono quelle che saranno con me per sempre e mi sembra risentire tutto, nel mentre scrivo questi appunti.

Gli Altopiani etiopi, il timore delle interrogazioni e le ansie dei compiti da fare

Gli Altopiani etiopi, il timore delle interrogazioni e le ansie dei compiti da fare

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Venivamo da 4 ore di strada e ci ne aspettavano almeno altrettante, tra polvere e sorpassi azzardati lungo quegli infiniti tornanti. Viaggiare sugli altopiani etiopi, tra Nekemte e Gondar, mi fece ricordare di quando andavo a scuola. Quando, da piccolino, la maestra pronunciò la parola ‘altopiano’. Non so perché, ma pensai ad un pianoforte, molto alto, oppure ad un signore in giacca, cravatta e bombetta, molto magro e lungo, ma che camminava lento.

Durante quella sosta, mi tornarono in mente quei giorni di scuola, quando c’era il timore delle interrogazioni, le ansie dei compiti da fare, la paura dei rimproveri. Forse era un sistema di insegnamento, a bastone e carota, che ti chiude ogni giorno in uno schema predefinito, che ti fa diventare ad un prodotto seriale, un prodotto da stampino simile – se non uguale – agli altri, un essere umano che ha perso il suo libero arbitrio, le sue peculiarità che lo rendono unico. Quel giorno, con il sorriso e con i polmoni pieni di vita, di fronte ai più grandi altipiani d’Etiopia, mi chiesi: “E se fosse solo la sana curiosità la cosa da insegnare a scuola?”.

Con la faccia presa a sberle dal vento caldo d’Africa, guardai il paesaggio. Gli altopiani erano gigantesche montagne a forma di piramide a cui hanno tagliato la parte superiore, più o meno a metà. Ma, ancora di più, l’altopiano etiope è un luogo di vita, un luogo in cui l’essere umano continua a vivere tra le asperità dell’esistenza, tra gli stenti e le gioie, tra allevamento e famiglia, tra nuove generazioni e dignità. Rientrammo nella jeep e riprendemmo il viaggio, e mi tornò in mente una frase a me cara di Housman: “Io non so cosa sia la poesia, ma la riconosco quando la sento”.