SARAJEVO 2016. Ramo urla verso suo figlio Nermin: “Non ti faranno ‘niente'” – 2/8

SARAJEVO 2016. Ramo urla verso suo figlio Nermin: “Non ti faranno ‘niente'” – 2/8

SARAJEVO. Sulle tracce della guerra dei ’90. Una delle scene più commoventi del genocidio di Srebrenica contro la popolazione bosniaca innocente è la scena in cui il padre Ramo urla verso suo figlio Nermin affinché si arrenda e che i soldati serbi presumibilmente non gli faranno “niente”.
Ramo e suo figlio Nermin sono stati trovati in una fossa comune nei pressi di Srebrenica nel 2008.

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Sarajevo – Tracce indelebili. Dicembre 2016 – 2/8

Sarajevo – Tracce indelebili. Dicembre 2016 – 2/8

SARAJEVO, 18 Dicembre 2016. Ho scattato questa foto (ci sono tanti luoghi così in città) – che ha messo d’accordo la mia coscienza emozionale e il mio ragionamento – e ho trovato in essa forse una delle chiavi di lettura principali di questo viaggio in Bosnia e Herzegovina.
Il sangue versato per rabbia e intolleranza, non ha distinzioni agli occhi del mondo, sempre sangue è. Non puoi distinguere se sia di un croato, di un serbo o di un bosniaco, se di un cattolico o di un musulmano, di un soldato o di un civile, se di un uomo, anziano o giovane, se di donna, madre, figlia, bambino o neonato.
Il sangue sempre sangue è, e non lo puoi distinguere. In quel sangue c’è sempre un po’ di noi stessi, attaccati e sconfitti nello stesso identico istante.

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Sarajevo, Bosnia e Herzegovina – Dicembre 2016 (1/8)

Sarajevo, Bosnia e Herzegovina – Dicembre 2016 (1/8)

Arrivare in questa città mi ha dato da subito delle sensazioni contrastanti. La gentilezza e l’accoglienza degli abitanti si mescolano con ciò che le pagine tristi della storia hanno dedicato a questa città.

Sono arrivato di notte e solo la mattina dopo, con l’alzarsi del sole, ho avuto la visione d’insieme sulla città. La guerra degli anni ’90 sembra lontana, per fortuna, ma ai miei occhi resta ancora difficile da capire come sia stato possibile quell’insensato aggrovigliarsi di odio e intolleranza.

Più salivamo sulle colline circostanti, più i vari cimiteri aumentavano e si ha subito la sensazione che siano troppi rispetto alla popolazione. Sembrano stare li come monito e come ricordo di qualcosa che mai più dovrà accadere.

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Vasto come nei sobborghi poveri di Brooklyn

Scendere tra i più bisognosi per capire davvero le loro necessità

La povertà è a portata di mano e il silenzio che rimbomba


Forse poco spesso si parla di povertà, dei modi per combatterla, di servizi sociali carenti, di misure che non ci sono e che dovrebbero garantire la dignità di ogni uomo. “Il primo bene di un popolo è la sua dignità”, frase antica, ma sempre attuale quella del conte di Cavour. Ma chi la conosce davvero la povertà? La povertà morale e quella fisica? Chi l’ha mai sentita come un crampo nello stomaco? Si potrebbe fare, come al solito, un discorso politico, attaccando questa o quell’altra istituzione, evidenziando questo o quell’altro mancato senso di responsabilità, chi non fa nulla per combatterla o altro. Ma, invece, vorrei raccontarvi una breve storia, una come tante, ed è proprio questo quello che dovrebbe far riflettere.

“Ieri sera tornavo a casa a piedi, lungo una delle strade principali di Vasto. Vicino ad un bidone della spazzatura c’era un giovane con una giacca gialla, un paio di jeans e un cappello di lana viola e dei grossi scarponi ai piedi, sporchi di fango e calce. Se ne stava con le mani in tasca, facendo nuvolette di vapore con la bocca. Era come se stesse cercando qualcuno lì in giro, o come se dovesse controllare che nessuno lo vedesse fare qualcosa. D’improvviso, si chinò tra un bidone e l’altro, allungando la mano. Poi, si tirò su la manica della giacca, come per non farla sporcare, anche se era già abbastanza lercia. Si allungò di più, poi si mise in ginocchio e si allungò ancora. Disse qualche parola tra se e sé, un vaffa e una bestemmia, col fiatone che aumentava per lo sforzo. Poi ritirò il braccio e tirò fuori una merendina. Decise di non rialzarsi, ma di sedersi completamente a terra, incrociando le gambe. Aprì il pacchetto. Ma nel tempo di un secondo un grosso cane bianco – ma grigio dallo sporco – si avventò su di lui e sul suo pasto inaspettato e poco degno. Il giovane venne morso ma non ci pensò su due volte a prendere il cane per il collo e a mettergli la mano in bocca. Venne morso di nuovo, più a fondo stavolta. Il cane ringhiò, si dimenò e prese il boccone scappando in un vicolo. Il giovane si rialzò e s’incamminò, come se nulla fosse accaduto, pensando solo di capire la gravità della ferita della sua mano. Scomparve anche lui nel vicolo, barcollando un po’ per la paura, stringendosi il polso della mano sinistra con la destra, continuando a farfugliare qualcosa tra sé e sé, barcollando ancora”.

Prendo in prestito una citazione di Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace, “Ciò che si deve fare è dare l’opportunità alle persone di uscire dalla condizione di grande povertà nella quale versano con le loro forze. In tal modo esse conservano la loro dignità e acquistano fiducia in sé stesse”.

Roberto De Ficis




“Sogni di una nuova Politica”

Sun Tzu docet: “Quando un esercito scende in campo, di norma dapprima il generale riceve gli ordini dal sovrano, poi mobilità il popolo e raduna le truppe. Si adopera per amalgamare le truppe, poi stabilisce l’accampamento”, così scriveva il generale e scrittore cinese più di 2.500 anni fa nel suo celeberrimo “L’arte della guerra”.

Ma le cose, da come appare, non sembra siano cambiate di molto. Il tempo passa e le brutte abitudini restano.

Nella nostra città, la tanto amata Vasto, il campo di battaglia comincia ad animarsi. Le tattiche e gli schieramenti sono tanti, eterogenei, si formano gruppi e sottogruppi, si spostano “soldati” da una parte all’altra, nascono alleanze, avvengono scissioni e, a volte, “fucilazioni” politiche, radiazioni sociali, accenni di rissa.

Unico obiettivo: l’elezione alla prossima carica di Sindaco e l’accaparramento di un ambito posto da assessore.

Non scriverò a riguardo questo o quell’altro possibile candidato, sul passato politico di uno o di un altro, sulle loro qualità professionali; nulla di tutto questo. Parlare di tutto ciò significherebbe entrare in una mischia dove tutti hanno ragione e raramente c’è qualcuno che ammette il torto. Tutto ciò sarebbe, credo, poco produttivo ai fini di un discorso propositivo e pacato.

Vorrei scrivere dei desideri di un cittadino, di quelli sacrosanti, del desiderio principale di poter vivere in una città il più possibile a sua misura, come fosse un eccellente vestito di sartoria. Ovviamente, amministrare una città non può prescindere da effettuare le dovute mediazioni, ma la direzione deve essere inderogabilmente quella a favore del cittadino.

Negli ultimi anni sono sempre più frequenti – per fortuna, aggiungerei – le notizie di diversi comuni virtuosi che, slegandosi da tecniche avulse di una sempre giovane “vecchia politica”, riescono a rinnovare, ammodernarsi, crescere a “misura d’uomo”.

Ci sono diverse novità nel campo della mobilità sostenibile, delle strategie “Rifiuti Zero” e dell’Impronta Ecologica e non mancano gli stop al consumo del suolo da parte di alcune amministrazioni. Spero davvero che chiunque sarà il prossimo Sindaco di Vasto, chiunque siano gli assessori, si possa davvero tracciare una via nuova verso un virtuosismo civile.

Per chi ha voglia e creda sia utile informarsi sui comuni virtuosi può visitare questo sito www.comunivirtuosi.org. Internet è fonte di notizie interessanti a riguardo che stanno lì proprio per essere fatte proprie e proposte ai nostri amministratori.

Dalla “cava di sabbia” all’utopistica nuova politica

La castaLa cava di sabbia a Vasto, di fronte la spiaggia di Punta Penna per cui era prevista l’apertura in questo mese di febbraio, non si farà. Il Consiglio Regionale d’Abruzzo, Deo gratias, si e’ pronunciato bocciando, all’unanimità, l’insano progetto. E’ stata una vittoria del buon senso, di un senso civile e lungimirante che partorisce una vittoria voluta, avviata, combattuta e vinta “dal basso”. A parte qualche ficcante e polemizzante “incursione” politica, ciò che ha vinto, questa volta, e’ stata la mobilitazione compatta e logica, disinteressata e apolitica della città di Vasto, e di tutti coloro (operai, commercianti, disoccupati, turisti, pescatori, medici, massaie, studenti, cani, gatti, pesci e uccellini e chi più ne ha più ne metta) che hanno difeso la spiaggia di Punta Penna da un potenziale scempio, da un qualcosa d’inconcepibile agli occhi di coloro che proprio non riuscivano a comprendere come possa convivere una cava di sabbia di così ampia estensione (un milione di metri cubi) con l’adiacente Riserva Naturale di Punta d’Erce. Ma, per fortuna e soprattutto per il volere di molti, la cava non si farà. Deo gratias!
Importante e’ stato il ruolo delle associazioni di città che hanno fatto da collante tra le varie richieste dei cittadini, come giusto che sia; l’associazionismo vive proprio di questo. Ma la mia domanda e’: “Ma davvero c’era qualcuno che pensava come ‘buona, utile e necessaria’ una cava di sabbia davanti la spiaggia di Punta Penna?”. Questo fatto, questa eventualità, deve far riflettere. Ciò che, ormai, comanda non e’ più la politica (sempre più sprofondata nella “pochezza” in entrambi gli schieramenti destroidi e sinistroidi), ma sono gli imprenditori, le grandi aziende golose di grandi appalti, gli amici di amici, i proprietari terrieri, chi porta voti, chi “piazza” gente a lavoro, e via dicendo. Questa volta, ha vinto il Bene Comune, dunque, sull’interesse dei soliti pochi. Ha vinto quella che, a mio avviso, dovrebbe essere la vera direzione della politica moderna, utopisticamente slegata e lontana da intrecci loschi e danarosi, slegata dai “trafficanti di comando”. Ha perso, per una volta, l’abuso di potere di una politica sempre più distante e sempre meno umile. Una politica, ahimè, sempre meno politica.
Dimentichiamoci, e ricordiamocelo come un pezzo d’antiquariato, il caro e vecchio politico mosso dalla voglia di “fare bene”, dimentichiamoci la vera “passione politica” causa di martiri del passato, dimentichiamoci chi tiene “davvero” a cuore il nostro paese perché, sempre più spesso, chi comanda, e’ il dio denaro, il profitto, la mala gestione, la convenienza personale. La vera direzione della politica moderna dovrà, sempre di più, essere tesa all’ascolto della popolazione, una politica più umile, più “immersa” nelle necessità del popolo, nel tessuto della comunità che esige di essere governata nel miglior modo possibile. In questa “questione cava” e’ stata palese la dimostrazione che il popolo c’e’ e vuole tornare a dire la sua con più chiarezza e forza; ringraziando il cielo, aggiungerei. Deo gratias!

Cava di sabbia a Punta Penna: via ai lavori!

Mappa della cava di sabbia a Punta PennaApprendo dal QuiQuotidiano di oggi, la notizia secondo cui la Conferenza della pesca e dell’acquacoltura ha dato parere positivo al progetto di ripascimento delle spiagge d’Abruzzo. Il progetto si propone di “sistemare” alcune spiagge della costa abruzzese prelevando materiale sabbioso da altre spiagge; tra quelle “donatrici” ci saranno Ortona e Vasto (il sito individuato a Vasto e’ di fronte la spiaggia di Punta Penna, nelle immediate vicinanze della Riserva Naturale di Punta Aderci).
Nulla sono valse, per ora, le mobilitazioni delle varie associazioni cittadine vastesi e della comunità che, con tanto interesse, avevano seguito la vicenda negli ultimi mesi del 2009 e che si aspettavano dalla Regione Abruzzo ulteriori indagini scientifiche prima di dare inizio ai lavori.
Lo ricordo, secondo il parere di esperti, tra cui il professor Stoppa dell’Università di Chieti, tale progetto non porterebbe alcun beneficio, anzi, potrebbe addirittura danneggiare i siti nei quali sono ipotizzate le cave di prelievo, ovvero Vasto e Ortona.
La nota apparsa oggi sul QuiQuotidiano specifica, inoltre, che il prelievo delle sabbie previsto nella zona di Vasto sarà destinato al solo ripascimento del lido di Casalbordino; sottolineo che nella Conferenza di Servizio, in cui si sottoponeva il progetto all’attenzione dei comuni interessati, partecipò anche il sindaco di Casalbordino che fece verbalizzare espressamente di essere contrario al ricevimento di sabbia perchè già in passato questa operazione aveva peggiorato la condizione della spiaggia.
I lavori inizieranno il prossimo 10 febbraio per terminare entro il 30 maggio.